Nell’ultima fase della sezione preconvertiva si sviluppa l’azione protreptica opportuna, che conduce l’anima del soggetto alla soglia della compiuta conversione religiosa. Protrepticon è un discorso orale o scritto avente funzione esortativa ed elevante, il termine deriva da pro-traho, o pro-traggo, spingo avanti, tendo avanti, incito, persuado, esorto. L’azione protreptica ha una funzione parenetica, pratica, consistente in un para, accanto, ainein, approvare, ammonire, avvertire, incitare, perciò spinge a convenire, ad approvare. Mediante la parenesi protreptica il soggetto è condotto alla comunione di visione, all’omologia e dunque alla condivisione dello spirito religioso mostrato, e perciò anche dei principi e dei valori che su di esso fondano. Quando l’adesione allo spirito religioso presentato avviene con tutta la coscienza, la visione profana precedente dell’individuo viene sottomessa, poi cesserà del tutto al compimento del processo convertivo. L’emersione di una nuova coscienza religiosa è solo principio della completa conversione dell’anima, la quale, una volta compiuta la prima purificazione, si stabilisce fermamente e definitivamente nella coscienza religiosa romano-italiana. La formazione della nuova visione avviene gradualmente, mediante la sostituzione di contenuti profani con contenuti religiosi, i quali orientano l’anima alla religione. La protreptica religiosa è finalizzata alla persuasione religiosa del soggetto in vista della sua conversione spirituale ed esistenziale, ponendolo in compiuto accordo con la verità divina presentata.
L’azione protreptica si svolge attraverso l’esposizione di verità dottrinali certe, le quali hanno lo scopo primario di produrre un contrasto con le opinioni presenti nel soggetto interessato, per indurlo a riflettere e ad attivare un processo dialettico oggettivo, mediante il quale vengono scartati gli errori nei quali insiste la sua ragione, fino ad accogliere la verità divina trasmessa della sapienza religiosa nella tradizione. L’azione protreptica risulta efficace solo se il soggetto corrisponde all’azione di esortazione e riflessione e pone in atto una preliminare dialettica oggettiva.
Il soggetto interessato, rettamente orientato, è aperto alla dialettica oggettiva, non cerca di affermare la sua opinione, non cerca gratificazione eruditiva, non ostenta vanagloria e saccenza, egli ha preso atto del suo stato di radicale malia e vuole abbandonare l’ignoranza e la superbia che lo affliggono. Perciò si applica all’esercizio indicato e allo studio, dimostra la volontà di unificarsi a quanto indicato, non elude la presa di coscienza del suo stato e della malignità in cui versa.
Al contrario l’azione protreptica risulta inefficace, se il soggetto rifiuta a priori ogni ascolto e ogni riflessione attiva e costruttiva, così come ogni dialettica oggettiva. Il soggetto interessato, perversamente orientato, si presenta alla fase protreptica silenzioso, scettico, critico, curioso, egli opina fra sé e sé, ed elude la verifica del suo stato. Piuttosto che aprirsi alla verifica della sua anima cerca conferme ai suoi pregiudizi, afferma le sue opinioni senza esaminarle, non accetta che gli sia attribuita una ignoranza radicale, né vuole prendere atto della sua malignità, non si applica allo studio e non cerca la comprensione dell’insegnamento nel dialogo oggettivo. Talora questo soggetto è aggressivo e ostile e tende ad utilizzare l’insegnamento ricevuto in modo parassitico e individualistico. A causa di ciò l’iter religioso preliminare si arresta e il soggetto rimane rinchiuso nella malia causata dalla sua ignoranza, preservata dalla sua superbia, e si condanna da sé ad una vita aliena dal Bene. I contenuti della fase protreptica sono esposti in due serie di insegnamenti tematici:
Prima serie. Religione eterna e coscienza religiosa universale.
a) La religione eterna e la metafisica universale integrale. Il mistero della regalità e del regno divino.
b) La catabasi e l’anabasi universale. Il coinvolgimento di civiltà e persona. Lo stato psico-spirituale dell’ultimo uomo.
c) Cicli cosmici, escatologia universale e palingenesi.
d) Natura della religione e della civiltà religiosa tradizionale. L’animo religioso della persona tradizionale.
e) Lo sviluppo delle quattro età dell’umanità. L’ultima fase dell’età ferrea, il ciclo delle civiltà nell’Occidente europeo e la loro dissoluzione finale. La palingenesi finale e il nuovo ordine divino.
f) La reazione religiosa tradizionale nel tempo attuale e le vie regolari alla reintegrazione dell’animo nella religione adeguata.
Gli insegnamenti che costituiscono questa prima serie riguardano l’integralità della religione, intesa nella sua natura più universale, insistono sul Fondamento Ultimo della realtà e sulla Sapienza Eterna che vi inerisce, delineano l’Unità Trascendente di tutti i culti particolari e la concordanza fondamentale di tutte le religioni e delle metafisiche teologiche relative. L’esposizione sintetica della dottrina dei cicli cosmici, correlativa alla descrizione del processo catabasico universale, è necessaria per inquadrare correttamente lo stato attuale della civiltà e della persona. In tal modo è possibile prendere coscienza delle limitazioni, e dunque della malia, a cui l’individuo ultimo è soggetto. La consapevolezza dell’ignoranza-malignità deve consentire all’animo di dare inizio alla anabasi liberatoria, che lo restituirà alla piena attualità dell’Essere Puro, al Sommo Bene.
Deve risultare chiaro che gli insegnamenti protreptici preliminari non hanno alcuno scopo contingente o eruditivo, non sono atti a soddisfare la curiosità umana, né sono funzionali a divenire oggetto dell’opinionismo profano, ma, essendo di natura realizzativa, operativa, devono dare avvio ad una introspezione profonda sul senso ultimo della esistenza universale e personale, che porta l’animo ad una presa di coscienza immediata dello stato individuale vizioso e della situazione civile attuale, dissoluta e radicalmente ingiusta.
Il soggetto interessato, rettamente orientato, procede nella presa di coscienza della realtà, del mondo, della persona, della civiltà, in modo via via più profondo, mediante una dialettica oggettiva, esercitata con la fonte dell’insegnamento. Se il processo dialettico è portato a compimento l’anima verifica oggettivamente l’ordine e il senso dell’insegnamento, giunge ad una prima visione riflessa dell’immanenza divina nell’esistenza, comprende il senso della epifania originaria della persona divina al principio della umanità, conosce l’ufficio religioso inerente al principio mediatore, prende atto del senso ultimo della religione, opera divina assegnata all’animo. Analogamente, il soggetto è portato, attraverso una serie di riconoscimenti progressivi oggettivi, a prendere conoscenza del mistero della catabasi universale e dell’effetto che essa ha prodotto nella persona, nell’umanità, nella civiltà. La compiuta consapevolezza dello stato di malia e servitù nel quale giace il soggetto deve indurre un moto convertivo nell’animvs, mediante il quale si innesca la tensione alla liberazione che dà avvio all’anabasi risolvente ogni male. Per compiere questo passo l’indugio nella superbia, nella presunzione, nella elusione e nell’illusione, deve essere abbandonato, affinché l’azione protreptica non degeneri nell’assunzione esteriore di dati religiosi tradizionali, utilizzati in modo improprio dall’individuo, ma si traduca in una concreta ascesi spirituale che diventi vita per l’animo.
Seconda serie. La religione romano-italiana e l’animo religioso.
a) La religione romano-italiana. Origine, natura, forma e sua collocazione nell’ordine universale delle religioni.
b) La religione romano-italiana. Ordinamento e struttura, culto pubblico e culto privato, ascesi olimpica e apoteosi. L’animo religioso e la pietas romana.
c) Il ciclo integrale della civiltà romano-italiana. Principio, sviluppo, continuità e presenza.
d) Mistero di Roma e mistero d’Israele. Regalità divina, escatologia universale e palingenesi. Romanità e cristianesimo.
e) La presenza attuale della religione romano-italiana. Forme, modi, funzioni e fini. La reazione religiosa romano-italiana alla dissoluzione finale della civiltà. La restaurazione del regno divino aureo.
f) Il sodalizio religioso apollineo: natura, struttura ed accesso. L’itinerario religioso romano-italiano: dalla conversione alla divinizzazione.
Una volta prodotta la corretta formazione di una coscienza religiosa romano-italiana e sviluppata l’esigenza di una compiuta adesione alla tradizione religiosa patria e alla vita rituale inerente, la persona segue un insegnamento formale specifico che gli consente di percorrere in modo regolare l’itinerario religioso all’interno della tradizione spirituale legittima e completa. Viene evitato perciò ogni indugio nel tradizionalismo individualistico e nello spiritualismo extra religioso costituito da organizzazioni irregolari.
Per una persona romano-italiana l’integrazione religiosa più adeguata può avvenire solo nella religione romano-italiana, nella quale ogni aspetto della sua esistenza e del suo essere personale viene recuperato e ricollocato nella sua sacralità originaria. La persona, una volta restituita alla sua religione, attua un autentico “ritorno alle origini” e risolve un lungo esilio spirituale, ritrovando la sua vera patria.
La condizione basilare, affinché l’anima presenti il giusto assetto per la vita religiosa tradizionale, e per la sua compiuta integrazione nello spirito e nella forma della religione e della civiltà patria, è la formazione di una coscienza religiosa romano-italiana adeguata, la quale non è una semplice “visione del mondo”, definizione moderna, limitata e infelice, che non indica l’integralità e lo spessore della coscienza religiosa della persona tradizionale, così come non è una generica visione religiosa “pagana” o “gentile” propria ad una confusa e vaga “spiritualità precristiana”. La coscienza acquisita dall’animvs equivale, in modo elementare ed iniziale, alla coscienza dell’animo religioso e pio romano-italiano tradizionale, nella quale è presente una precisa conoscenza del Divino, del mondo e della persona umana secondo il Mos Maiorvm, oltre alla cognizione basilare del Mistero di Roma, degli arcana fatorvm et imperii, della missione di pace universale del popolo romano-italiano, della natura della religione patria, dello stato dell’animo religioso, della sua vita religiosa, degli uffici e dei fini che questa vita comporta, secondo la misura trasmessa dalla Sapientia Maiorvm.
Il soggetto realizza questa coscienza mediante l’eliminazione attiva dei contenuti profani dalla sua ragione e di tutte le opinioni errate sulla religione romano-italiana. L’esercizio dialettico oggettivo consente di scartare i contenuti falsi, o inadeguati al genivs romano, perciò porta all’assunzione di nuovi contenuti, di cui si è verificata la validità e la giustizia. Il processo dialettico oggettivo deve essere condotto sino in fondo, altrimenti la maturazione coscienziale non avviene. I problemi che intervengono durante la fase protreptica e le modalità per la loro risoluzione, non possono essere oggetto di trattazione in questa sede.
L’emergenza di una conoscenza vera consente l’abbandono di errori, opinioni false e limitazioni, il soggetto così si stabilisce su un nuovo piano dell’essere, su un nuovo e superiore ordine di coscienza, e stabilisce la prima partecipazione riflessa alla certezza della Sapienza Divina, trasmessa dalla tradizione religiosa romano-italiana. L’azione protreptica ha prodotto una prima rivoluzione coscienziale, a causa della quale il soggetto vede le cose in modo letteralmente rovesciato, rispetto alla sua prospettiva precedente. Ad esempio egli non ritiene più di essere un corpo, nato in un dato giorno, che dovrà morire in un dato giorno, mentre prima dell’insorgenza della nuova coscienza l’identità del soggetto era esclusivamente fondata sulla corporeità e sulla esperienza sensibile. In seguito alla retta protrepsi si compie dunque una prima ricentratura dell’anima nell’’animo soprasensibile, ciò comporta un preliminare passaggio dall’alienazione-allucinazione alla visione riflessa della realtà.
Il contenuto delle due serie di insegnamenti, che costituiscono la fase protreptica, viene proposto agli interessati mediante seminari mensili, l’intero ciclo protreptico può essere completato entro un solo anno di tempo. Oltre ai servizi offerti nelle fasi precedenti, l’ARQ rende possibile agli interessati in fase protreptica la conduzione di opportuni dialoghi con i responsabili preposti, al fine di procedere all’adeguata realizzazione di una coscienza religiosa romano-italiana. Inoltre le diverse parti delle due serie di insegnamenti tematici sono raccolte in scritture e pubblicazioni funzionali all’ottenimento degli scopi indicati.
Il soggetto che ha completato l’attività protreptica può richiedere l’aggregazione all’ordine gentilizio inferiore degli apollinari. In questo caso sarà scrutinato per verificarne l’idoneità, la volontà e la libera decisione di formalizzare ritualmente la sua situazione e perciò di costituire la sua nuova identità gentilizia. Un semplice rito che stipula un patto di fede e trasmette gli elementi basilari del culto, immetterà la persona nel contesto gentilizio e quindi nella nuova vita religiosa, secondo l’ordine religioso romano-italiano.
Nel caso che il soggetto voglia dare adito ad una compiuta conversione, per accedere all’ordine gentilizio superiore degli apollinei, ed applicarsi ad una più completa ed efficace vita religiosa, dovrà affrontare la sezione convertiva presentata dall’ARQ.