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Schema Riassuntivo Formazione Religiosa

Formazione Religiosa Preliminare
 
     Orientamento Religioso Preliminare

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  Fase Protreptica

      - attività   - documenti

 

Conversione Religiosa Compiuta

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 - schema riassuntivo dell'iter religioso

 

 L’opera religiosa, se vuole essere efficace, deve considerare adeguatamente la situazione attuale dell’umanità ed avere presente lo stato ontologico e spirituale prevalente nella moltitudine degli uomini. È necessario che l’azione provvidenziale lasci le giuste tracce, presenti i giusti segni divini alle anime che gli Dei vorranno favorire. In tal modo può essere innescato il processo di risoluzione del male, dal quale sono afflitte le anime, cosicché possano essere ricondotte sulla via olimpica dei Padri fino alla Patria Divina Eterna.

La selezione degli accedenti non si svolge a priori, ma a posteriori, le anime squalificate saranno arrestate là dove gli Dei vorranno. L’opera associativa renderà comunque possibile il più ampio accesso iniziale ai sinceri aspiranti.

L’umanità attuale, pressoché nel suo complesso, e specie nell’Occidente europeo, sta toccando il punto più basso della sua involuzione, la quale ha avuto inizio con la catabasi seguita alla sospensione dell’età aurea, un’età-stato nella quale le condizioni religiose e civili dell’umanità erano perfette. Da una situazione in cui erano presenti la regalità ed il regno divino sulla terra, si è passati, attraverso successive fasi di degrado, alla situazione attuale, nella quale si è costituita una civiltà radicalmente umana, volta all’omogeneizzazione dell’umanità in una democrazia mondiale, materiale e atea.

Un analogo processo involutivo e sovversivo ha interessato la persona, la quale è passata dall’attualità perfetta della sua essenza divina, propria al suo stato primordiale, alla negazione nichilistica più completa di ogni essenza permanente della sua identità, così il soggetto metafisico è stato ridotto all’individuo radicale, e immedesimato con la parte più bassa della corporeità. Lo stato di contemplazione immediata dell’Essere, la quiete divina dell’animo, l’assenza di desideri, si è capovolta nella ignoranza completa dell’Essere, nell’inquietudine più estrema dell’animo che produce un’agitazione frenetica, e nella sfrenata licenza del desiderio volto a provare le più effimere sensazioni corporali. L’inquietudine radicale, derivante dalla negazione compiuta dell’Essere o di Dio, ha precipitato persone e civiltà nell’illusione della temporalità e nella disperata ricerca di un punto terminale del divenire, una ricerca che non troverà mai risoluzione. Sia nella società che nella persona, in Italia e in Europa, hanno influito inoltre circa sedici secoli di cristianesimo della fede, circa quattro secoli di razionalismo moderno, infine circa un secolo di nichilismo dissolutivo postmoderno. A questo punto la condizione generale delle anime è prossima alla incurabilità definitiva, concretamente poche anime sono recuperabili alla religione tradizionale e dunque risanabili in modo compiuto.

L’individuo comune ormai fonda la sua identità sull’ego sensibile e corporeo, sulle facoltà psichiche del sensvs, egli è completamente assimilato alla vita carnale dell’ombra e inclina alla irrazionalità istintuale e bestiale in modo pressoché completo. Il modello di vita generale che segue è di tipo individualistico edonistico o individualistico radicale, nichilistico. L’individualismo sentimentalistico e quello razionalistico, prevalenti in epoche precedenti, interessano ormai un numero limitato di soggetti, costituendo questi due gradi catabasici due fasi precedenti dell’inviluppo dell’umanità, che hanno anticipato la situazione attuale. In ogni caso, l’individualismo domina ovunque, anche laddove non  avrebbe ragione di esistere, nell’ambito religioso. Inoltre la disposizione individualistica, maturata in tutti i suoi gradi negli ultimi secoli, si è associata alla disposizione areligiosa.

Dopo la fine del Medioevo, e il declino della fede dell’uomo psichico, ha preso piede la modernità, l’età della ragione dell’uomo ilico-somatico, il cui orizzonte esistenziale è ristretto alla natura fenomenica, sensibile, e al corpo fisico materiale. L’associazione di razionalismo e individualismo ha costituito un fronte critico rivolto alla religione e al relativo principio di autorità e verità, ciò ha portato progressivamente le masse a distaccarsi dalla religione tradizionale, presente nel Medioevo in una forma parziale, sostituendola con lo scientismo-empirismo nel quale è riposto ormai ogni fede e ogni indirizzo di vita.

Nel campo religioso si sono delineate nuove modalità di approccio alla dimensione sovrannaturale e sovrarazionale. La religione cristiana della fede è andata incontro ad un inviluppo in senso psicologistico e intimistico, sentimentale, si è poi rivolta sempre più, con le sue opere, ai problemi sociali e proletari, ed ha accresciuto in maniera decisiva la sua secolarizzazione. Parallelamente si è sviluppata una religiosità razionalistica procedente da diverse linee involute della filosofia tradizionale e dell’esoterismo religioso. A fianco di tale fenomeno si è prodotta una religiosità irrazionalistica, che ha favorito fra il XIX e il XX secolo, lo sviluppo di uno spiritualismo irregolare, associato ad interessi naturalisti e vitali, allo studio dei fenomeni energetici, alle cure naturistiche, ecc. Gli indirizzi spiritualistici hanno avuto un parallelo nel razionalismo critico e nel suo inviluppo illuministico e positivistico, da quest’ultimo indirizzo si è prodotto un agnosticismo crescente e un ateismo militante, fino a costituire negli ultimi tempi una generalizzata indifferenza religiosa e persino l’organizzazione di moti antireligiosi di diversa natura. Ogni riferimento alla religione tradizionale nella sua completezza, nelle sua regolarità e nella sua essenza esoterica, è ormai scomparso dall’esteriorità della società. L’individuo radicale nel suo compiuto titanismo prometeico, non ritiene più necessaria la religione, per la sua vita estremamente licenziosa, qualificata erroneamente come “libera”, è un fastidio, egli ordina ogni azione alla intensiva esperienza edonistica, alla quale dedica tutta la sua anima. L’individuo ultimo, nel suo vuoto ontologico, tende a sostenere la sua esistenza con emozioni sempre più forti, con piaceri sempre nuovi, con le più sofisticate sensazioni, questa figura misera ha la qualità di un conato oscuro e indeterminato, prostrato ad idoli radicalmente infernali, ai quali immola ogni stilla della sua vita.

L’azione di orientamento religioso tradizionale preliminare, deve tenere conto della situazione descritta, si evince che la presentazione della religione tradizionale nel tempo della fine dell’umanità è un compito assolutamente arduo. L’Associazione ha lo scopo di recuperare l’anima alla coscienza religiosa tradizionale, condizione indispensabile per attuare una sua reale conversione, interiore ed esteriore, al fine di restituire la persona intera alla sua vita normale, una vita che può essere solo religiosa. Il soggetto comune, inquieto e incontinente, vorrebbe procedere a suo piacimento nella prassi religiosa e perciò accedere a sua discrezione ai suoi vari contenuti e alle sue molteplici dimensioni. L’individuo profano tende a scartare tutto ciò che non incontra l’approvazione delle sue  false opinioni o delle sue passioni, ma l’orientamento preliminare deve ricondurre l’animo all’ordine tradizionale della prassi e deve consentirgli di effettuare una prima elementare rettificazione della sua agitazione smisurata e superba. La risposta che la persona dà alla prima indicazione della prassi ordinata e regolare, una prassi che richiede impegno, disciplina, metodo e tempo, costituisce già un primo elemento di selezione.

Il recupero dell’animo alla vita religiosa regolare, e dunque all’anabasi capace di risanare gli effetti della catabasi che egli soffre, richiedono la presenza di adeguate condizioni oggettive e soggettive. Per quanto riguarda le prime, si tratta della partecipazione regolare ad una istituzione religiosa tradizionale, in tal caso romano-italiana,  capace di condurre l’animo, mediante la pietas, nella anabasi, fino alla sua apoteosi, curando la completezza di ogni aspetto della vita della persona. Per quanto riguarda le condizioni soggettive, l’animo deve essere disposto in modo tale da poter ricevere la “luce apollinea” della Sapienza Divina romano-italiana in modo efficace, cosicché il processo anabasico di ascesi alle virtvtes e alla sapientia si svolga regolarmente e secondo la tradizione, fino alla perfetta apotheosis-henosis. È necessario perciò che il soggetto abbia cessato ogni inclinazione processiva e abbia realizzato la completa conversione dell’anima e dunque disponga di un adeguato allineamento all’Essere Divino, finalizzato alla trascendenza di ogni limitazione e male, fino alla Identità Suprema Augusta. Questo processo prevede il superamento di tutti i gradi della superbia che ineriscono ai limiti dei diversi principi costituitivi dell’ente personale umano. Una volta ottenuta l’attualizzazione dell’ente personale divino, è realizzata la perfetta imparzialità-equanimità, qualità propria al compiuto magnanimvs romanvs fondato nell’Unità quirinale dell’Essere Puro ianuale. Risulta evidente che  al termine della via olimpica ogni traccia di individualismo è rimossa, ma altresì ogni determinazione distintiva della personalità, la quale, compiuto il processo anabasico, viene riattuata come Personalità Divina Principiale, alla quale ineriscono le virtù paradigmatiche eterne, virtù che il religioso romano glorificato realizza  nel compimento della sua pietas.

L’insegnamento preliminare, che si rivolge fin dal principio al nucleo essenziale della persona vivente, al principio direttivo dell’anima, all’animvs solare, induce un primo rientro in sé del soggetto, condizione essenziale di ogni anabasi religiosa. Attraverso una prassi dialettica oggettiva e soggettiva, l’animo assume una posizione retta, purificata da inclinazioni sensibili, perciò consegue un assetto interiore adeguato per porsi di fronte agli Dei, all’autorità spirituale, alla tradizione divina, recuperando la fides autentica e il modo corretto di vivere in un contesto religioso.

La situazione comune dell’individuo è caratterizzata da uno sradicamento religioso e nazionale, e oggi persino civile e sociale, pressoché completa, frutto della cancellazione della sua memoria spirituale e della alienazione dell’animo dalla sua radice metafisica essenziale ed eterna. Il processo di sradicamento della persona dalla sua tradizione religiosa e civile, oltreché nazionale, ha prodotto negli ultimi due secoli la rimozione dei punti fermi su cui devono poggiare anima e corpo. Ne è derivata la lacerazione e la disgregazione della personalità organica e unificata, la crescente diffusione di squilibri psicologici e fisici, delle malattie psichiatriche, dei comportamenti deviati e ferocemente delinquenziali. Le conseguenze dell’alienazione della persona dalla sua identità metafisica, dal contesto religioso nel quale essa trova principi e valori, unità e misura, senso e motivo di vita, sono devastanti.

La prima sezione dell’opera dell’associazione interviene su questa situazione in diversi modi, avvia la persona al recupero completo della sua autentica identità spirituale, al fine di reintegrarla nel contesto religioso, civile e nazionale ad essa adeguato. Una volta ricollocata nella dimensione sacrale della vita, nell’universo di senso a lei proprio, la persona ritrova la sua ragione d’essere e la motivazioe più compiuta della sua esistenza.

Il recupero della memoria religiosa romano-italiana, e la riattualizzazione del genio spirituale italiano, prevedono il superamento delle categorie della religione cristiana, della relativa forma mentis, del suo orizzonte ontoteologico e soteriologico. Prevede inoltre la correzione di pregiudizi secolari e il ripristino di una corretta visione religiosa e civile, mediante una compiuta conoscenza della tradizione religiosa patria, che consente di rettificare i più comuni errori sulla sua origine, sulla sua natura, sulla sua funzione. Uno specifico insegnamento fa leva sulla natura delle ostilità che la religione romano-italiana ha subito nei secoli. Inoltre la presentazione della sua eterna attualità, della sua importanza nel tempo attuale per l’umanità, la necessità del mantenimento della missione religiosa romano-italiana, del recupero delle radici sacrali e metafisiche della nostra civiltà, inducono amore e solerzia nelle persone che ne usufruiscono rettamente.

Il recupero della persona comporta il superamento dell’individualismo in tutte le sue forme, e quindi del senso atomico dell’esistere, in funzione del ripristino della dimensione sacrale religiosa pubblica, secondo le forme più autentiche della religione degli italiani. Il recupero prevede inoltre la riacquisizione di una morale integrata, riferita ad un’identità religiosa precisa di carattere romano-italiana, una morale conforme alla natura della persona e alle sue determinazioni metafisiche. Ciascuna anima ritrova la sua autentica identità e si reintegra in una istituzione universale che elimina il senso di alienazione, di vuoto e di non senso, presente nell’attuale esistenza dell’individuo postmoderno.

Questa azione preliminare si iscrive nella più ampia e specifica azione di formazione ed educazione alla religione romano-italiana nella sua completezza, mediante la quale l’anima ritrova i propri Padri e la propria  Patria spirituale, nei confronti dei quali viene riattivato quell’amore divino, base dell’Amor fati, indispensabile per lo sviluppo religioso dell’anima autenticamente romano-italiana. In questa azione, rientra anche la introduzione al culto nelle sue forme e nei suoi gradi attuali, e dunque l’avviamento ad una vita religiosa completa, che consente ancora oggi la più autentica realizzazione della persona, la sua divinizzazione, secondo le forme spirituali tradizionali di Roma-Italia.

Nel caos sociale, civile, religioso dilagante, lo smarrimento della persona è crescente e le direzioni erronee attraverso cui essa ricerca ciò che ha perduto sono molteplici, dallo stordimento edonistico, ai surrogati neospiritualisti della religione tradizionale, fino al rivolgimento a religioni non attinenti alla autentica identità spirituale italiana.

Il superamento di questa crisi della identità della persona e della civiltà, prevede il compiuto ripristino dell’identità religiosa autentica delle stesse. Su tale base può avvenire la ricostruzione della persona, la sua reintegrazione nel dominio sacro della sua civiltà divina e, ovunque sia possibile, la restituzione della civiltà alla sua forma religiosa tradizionale, che per l’Italia coincide con la civiltà romano-italiana classica.

Per compiere un’adeguata formazione dell’animo religioso non è possibile accedere alle sezioni operative dell’ARQ cercando facili fedi a cui appoggiarsi, né dando sfogo alla curiosità profana ed individualistica. L’ARQ non è luogo in cui dare adito a speculazioni libresche o a sfoggi eruditivi, dotti e professorali, non è la sede per abbandonarsi a stati vagamente spiritualistici, non è il luogo in cui si cerca rifugio consolatorio dall’alienazione postmoderna, né è luogo di partecipazione emotiva o di ricerca di conforto esistenziale. La ragione, il retto procedere secondo ragione, sono fondamenti dell’itinerario iniziale.

L’ARQ, nella prima sezione operativa, chiarisce tutti gli errori e le confusioni circa la motivazione spirituale di ciascuno e la natura della religione a cui il soggetto si rivolge, definisce la corretta disposizione dell’animo per attuare la pietas, e rimuove tutti gli impedimenti che oggi rendono difficile il corretto approccio alla religione. Fin dal principio occorre ricercare un atteggiamento corretto per la conoscenza intellettuale degli Dei.

La sezione preliminare dell’opera associativa si propone dunque di attuare la prima integrazione della personalità attraverso il recupero della sua coscienza religiosa, aiutando il soggetto a superare le difficoltà inerenti alla sua condizione esistenziale non virtuosa, dai problemi psicofisici agli squilibri della personalità, alle situazioni sociali e civili più diverse. Questa prima opera salutare di rettificazione consente di assumere l’iter religioso nel modo più corretto, perché risolve le più grossolane morbosità e i conflitti che sarebbero di impedimento alla pietas.

La sezione preconvertiva ha la sua conclusione nella acquisizione di una coscienza religiosa romano-italiana tradizionale, equivalente alla disposizione elementare della coscienza originaria  della persona religiosa appartenente alla civiltà religiosa romano-italiana. Questa coscienza include la conoscenza elementare degli Dei, dell’ordine divino, dell’ordine del mondo, dell’ordine della persona umana, inoltre prevede la conoscenza della tradizione spirituale romano-italiana, del nucleo della sua autorità e della sua regolarità. Prevede ancora la presentazione introduttiva del Mistero e della missione di Roma, della natura, della funzione e del fine della persona romano-italiana e della civiltà in cui essa è integrata. Infine comprende la elementare conoscenza della religione romano-italiana, dello stato dell’animo religioso, della pietas che esso deve compiere, dell’ordine e della compiutezza della vita religiosa regolare, del fine glorioso della retta vita religiosa.

La sezione preconvertiva si sviluppa attraverso tre fasi: informativa, presentativa, protreptica.

 

 

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